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Arrestato Pesce: boss dei Quartieri spagnoli sorvegliato speciale

Paolo Pesce, napoletano di 45 anni, boss dell'omonimo clan attivo nei Quartieri Spagnoli e sorvegliato speciale di pubblica sicurezza, è stato arrestato ieri pomeriggio dai poliziotti della sezione Falchi. Era stato già arrestato nel '91

Il boss dei Quartieri Spagnoli, Paolo Pesce, sorvegliato speciale di pubblica sicurezza, è stato arrestato.

Gli agenti lo hanno notato a bordo di un ciclomotore guidato da un'altra persona in piazza Trieste e Trento e lo hanno seguito insospettiti dal suo girovagare. Giunti in vico Pallonetto a Santa Lucia, i poliziotti hanno notato Pesce che confabulava con altre sette persone, tutti abitanti in quella strada, di cui quattro sono state riconosciute come persone vicine al clan Elia, attivo al Pallonetto e alleato con i Pesce.

A questo punto i Falchi sono intervenuti riuscendo a bloccare i nove uomini, nonostante Pesce abbia tentato di darsi alla fuga. Dai controlli successivi è emerso che tutti i partecipanti all'incontro hanno precedenti di polizia. Pesce è stato arrestato per inosservanza della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza e sarà giudicato per direttissima. Nel 2009 era stato estradato dalla Spagna dove si era rifugiato durante la latitanza prima di essere arrestato, in un paesino non lontano da Malaga, il 17 dicembre del 2008.

Pesce, condannato all'ergastolo nel 2008, e un tempo affiliato al clan Mariano, era stato arrestato in Spagna con l'accusa di omicidio per un agguato commesso nei Quartieri spagnoli di Napoli nel 1991 che diede inizio ad una sanguinosa faida di quartiere tra gli appartenenti al clan Mariano ed una frangia di scissionisti che si volevano rendere autonomi nella gestione del malaffare in alcune zone del centro storico.

Il 13 maggio 2008, Pesce era stato condannato all'ergastolo dalla Corte di Assise di Napoli per concorso in omicidio, tentato omicidio e violazione della legge sulle armi, e si era dato alla latitanza rifugiandosi in Spagna. Pesce era già stato condannato due volte a un totale di 15 anni e mezzo di reclusione, per associazione per delinquere di tipo camorristico: nel 1997, con sentenza della Corte di Assise di Appello di Napoli passata in giudicato, era stato condannato a 11 anni, per associazione per delinquere di stampo camorristico. Nel 2000, con sentenza della Corte di Appello di Napoli passata in giudicato, è stato condannato ad altri 4 anni e mezzo di reclusione, sempre per associazione a delinquere di stampo camorristico.

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