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CleaNap, partecipazione vs rassegnazione 1 a 0

Un'altra sfida vinta per i ragazzi di CleaNap impegnati a ripulire Santa Maria La Nova. Centinaia le persone accorse. "Non siamo angeli della munnezza, ma semplici cittadini stufi di questa schifezza"

CleaNap a Santa Maria La Nova

Ancora un obiettivo centrato per i ragazzi di CleaNap, ieri nuovo attacco puLitivo a Santa Maria La Nova con centinaia di persone accorse per rispondere all’appello lanciato su facebook. “Qualcuno ci chiama angeli della monnezza” dice Emiliana Mellone, mente e cuore di questo bellissimo progetto, “ma noi non siamo angeli, siamo cittadini come tanti stufi di tutta questa schifezza, che vogliono dare un segnale, dire che insieme si possono cambiare le cose”. E la stesso concetto è esposto in bella mostra in un grande striscione che appeso alle cancellate della chiesa, un piccolo monito che ricorda a tutti che non servono gli eroi per cambiare questa città, ma la gente qualunque che si attivi e dia spazio, dentro di sé in primo luogo, alla speranza.

Come sempre è un pomeriggio praticamente di festa, una partecipazione attiva di persone di ogni età, bambini compresi, è un bagno di folla con scopa e paletta che coinvolge anche i residenti e a quelli scettici che commentano “tanto non serve a niente, domani sarà di nuovo come ieri” in fondo in fondo innesta il dubbio che potrebbe non essere sempre tutto uguale. E lo scopo è raggiunto.

Seguendo con attenzione le istruzioni dei “CleaNAppunti” su come agire rispetto ai monumenti e ai rifiuti da riciclo, ancora una volta è partita la pulizia della pavimentazione, la differenziazione dei rifiuti, le aiuole sono state rimesse a nuovo, i pali della luce e i muri imbrattati sono stati lavati e puliti, i paletti ridipinti e le fioriere risistemate. Fa sorridere, ma soprattutto riflettere vedere ragazzi che si arrampicano ovunque, persino l’uno sull’altro, per combattere quello che le pubblicità della TV chiamerebbero “lo sporco impossibile” e viene da chiedersi “ma quelli che hanno sporcato, come diavolo ci sono arrivati e soprattutto perché?” C’è poi chi pulisce al ritmo di “Obladì Obladà” dei Beatles e la cosa rende tutto ancora meno faticoso e più divertente. Si è tenuto in piazza anche un workshop su come costruire una compostiera domestica, per riciclare in casa (o meglio in giardino o in terrazza) parte dei propri rifiuti organici.

Un gruppo di volontari si è poi spostato in massa fino a Piazza Matteotti e si è dato da fare per ripulire muri e gradini. E alla fine di tanta fatica, dopo aver portato i rifiuti raccolti all’isola ecologica e sistemato tutto l’armamentario di detersivi e arnesi da lavoro che cresce ogni volta di più, i ragazzi si sono premiati con una bella cena all’aperto, tutti insieme a festeggiare la nuova vittoria, facendo rigorosamente attenzione a non sporcare quel che si era appena ripulito.

Tantissima anche la stampa accorsa ieri, persino quella straniera. Ormai questi ragazzi napoletani che attaccano la città con pezze e ramazze fanno scuola di civiltà a tutto il mondo e non li raccontiamo più solo noi, ma in tanti vogliono diffondere la nuova linfa partenopea: questo ci rende molto fieri come cronisti che da tempo seguono questo tipo di iniziative e come cittadini di Napoli. Insomma ancora una volta partecipazione vs rassegnazione 1 a 0. Arrivederci a settembre con la prossima sfida.

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