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Duplice omicidio a Materdei: "Azione pianificata a tavolino"

Il killer, un solo uomo, ha colpito dopo aver percorso controsenso la strada in cui il boss Salvatore Esposito e Ciro Marfè si erano immessi. Fuochi d'artificio in piazza Mazzini

Vico Nocelle, in alto a dx le due vittime

Si è trattato di un'azione attentamente pianificata. È quanto emerge, il giorno dopo, sull'agguato che ha portato alla morte del boss del Cavone Salvatore Esposito, e con lui del 25enne Ciro Marfè. Nell'agguato, avvenuto intorno alle 17 in vico delle Nocelle a Materdei, è rimasta ferita una terza persone poi ricoverata – non in pericolo di vita – al Vecchio Pellegrini.

L'AGGUATO – I carabinieri avevano pattugliato la zona fino a pochi minuti prima della tragedia. Secondo i testimoni, tutto è successo in pochi secondi. Il killer era un uomo solo, in sella ad uno scooter di grossa cilindrata. Ha percorso il vicolo controsenso e poi ha colpito, per dileguarsi verso piazza De Leva. Marfè ed Esposito erano anche loro su uno scooter. Il primo, morto sul colpo, è andato col mezzo contro il muro. Esposito, raggiunto da otto proiettili, è rimasto a terra: sarebbe morto dopo il trasporto al Cardarelli. La curva a gomito dell'agguato è stata già teatro di episodi simili. La chiamano la “curva della morte”, in zona. Troppo stretta per scappare, una trappola senza scampo.

DOPO GLI SPARI – Qualcuno, si racconta, ha festeggiato l'uccisione di Esposito con fuochi d'artificio in piazza Mazzini. Non è la prima volta che avviene qualcosa di tanto macabro, anzi è una sorta di prassi dopo l'eliminazione di “pezzi grossi” dei clan avversi. L'obiettivo principale dell'agguato, di soli 32 anni, era riuscito ad imporsi nella guerra tra i clan che si contendevano i luoghi che furono sotto l'influenza dei Lepre. Intanto sul luogo dell'agguato la scientifica ha lavorato fino alle 20.30 alla ricerca di indizi, prima di ripristinare la viabilità. Lungo una strada che alla normalità, almeno nell'immediato, è difficilissimo possa tornare.

L'INCHIESTA - A coordinare le indagini sono i pm Parascandolo e Woodcock. I carabinieri stanno ricostruendo le trame delle alleanze camorristiche in zona. L'ipotesi più accreditata è che si tratti di una cruenta risposta a quanto avvenuto lo scorso 26 luglio, giorno in cui era avvenuta una "stesa" nella zona dei Mazzarella.

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