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"Uomini, non caporali", tavola rotonda contro il caporalato

Flai, Fillea e CGIL all'hotel Terminus per parlare di diritti, legalità e dignità. In discussione anche una proposta di legge che renda reato il caporalato e Patto per la Legalità come strumento di controllo

Si terrà questa mattina presso l’hotel Terminus la tavola rotonda sul tema: “Uomini. Non caporali”, per parlare di diritti, legalità e dignità. L’incontro è stato organizzato da Flai (Federazione Lavoratori Agrindustria) , Fillea (Federazione Italiana Lavoratori Legno Edili e Affini), e dalla CGIL, e vi prenderanno parte l’Assessore Regionale al Lavoro Severino Nappi, la Senatrice Annamaria Carloni, il Magistrato Nunzio Fragliasso, la Vice prefetto Gabriella D’Orso, il Segretario generale CGIL Campania Michele Gravano, il segretario generale CdLT Napoli Giuseppe Errico, il Segretario generale Fillea Ciro Nappo, il Segretario generale Flai Napoli Nicola Ricci. Farà da moderatrice la giornalista Antonella Laudisi.

La giornata, che avrà inizio alle ore 9.30, sarà aperta da Cinzia Massa, coordinatrice regionale Flai progetto STOP al CAPORALATO (campagna nazionale per una legge contro lo sfruttamento della manodopera), e dalle relazioni dei Segretari provinciali di FLAI e FILLEA, Giuseppe Brancaccio e Giovanni Sannino. Con le conclusioni di Gino Rotella , Segretario nazionale FLAI CGIL.

In un comunicato gli organizzatori spiegano: “Il fenomeno del caporalato in Campania è particolarmente presente nei settori dell’edilizia e dell’agroindustria, dove un numero sempre maggiore di operai e braccianti, italiani e migranti, privati di ogni diritto, sono sottoposti al ricatto ed allo sfruttamento da parte di caporali, spesso al soldo di organizzazioni criminali. Per combattere questo fenomeno, sempre più diffuso e sempre più controllato dalla criminalità organizzata, le categorie della Cgil Flai e Fillea hanno proposto al Paese e alle forze politiche di inserire nel codice penale il reato di caporalato, oggi punito, in caso di flagranza, con una sanzione amministrativa di appena 50 euro, e di perseguire penalmente chi sottopone i lavoratori allo sfruttamento e alla riduzione in schiavitù.

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Oggi purtroppo - fanno sapere - "si registra un alto tasso di lavoro sommerso proprio in questi settori dove la destrutturazione del mercato è elevata, l’evasione ed elusione fiscale e contributiva è forte e l’interesse e il controllo da parte della criminalità organizzata ha radici profonde. In Campania alla mercè dei caporali sono soprattutto i lavoratori immigrati, spesso senza permesso di soggiorno, che rischiano di essere espulsi se denunciano i propri “carnefici”. Del resto le statistiche ufficiali hanno rilevato che il rischio infortuni è triplo per i lavoratori stranieri rispetto a quelli italiani, dato destinato ad allargarsi se si tiene conto dell’alta incidenza di lavoro irregolare nei settori dell’edilizia e dell’agricoltura che sono i più esposti al rischio infortunio ed all’incidenza di eventi mortali. Nella lotta contro l’illegalità si muovono la Flai la Fillea, e la CGIL nelle sue articolazioni, proponendo politiche di prevenzione attraverso un Patto per la Legalità quale strumento di controllo e di lavoro che spazia dalla regolarità degli appalti, alla lotta contro il sommerso, al miglioramento dei servizi ispettivi a garanzia della sicurezza sui luoghi di lavoro e all'affermazione della regolarità del lavoro, alla lotta contro i patrimoni illeciti, alla giustizia fiscale, alla valorizzazione dei beni ed aziende confiscate alle mafie, alla cultura della legalità”.

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