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Rischio nucleare al Porto: la denuncia del Comitato Pace e Disarmo

Dopo i referendum che bocciano il nucleare il rischio a Napoli approda al Porto. Il Comitato: "Rendere noto il piano d'emergenza è obbligatorio per legge". Primo accordo con la nuova giunta comunale sul piano di comunicazione

L’aula multimediale del Comune di Napoli (sala Giorgio Nugnes) ha ospitato un’assemblea pubblica promossa dal “Comitato pace, disarmo e smilitarizzazione del territorio – Campania”. Il tema centrale dell’interessante discussione è stato il problema del transito e della sosta di sottomarini e portaerei a propulsione nucleare nel mare di Napoli e la questione della poca informazione di cui è oggetto la cittadinanza in materia. In questi giorni che seguono il referendum che ha bocciato in via definitiva l'uso del nucleare in italia, la questione non è certamente di poca rilevanza.

Scrivono nel manifesto dedicato all’iniziativa i rappresentanti del comitato: “La minaccia atomica arriva da noi sotto forma di un enorme natante a propulsione nucleare, ancorata da oggi nel golfo di Napoli. Si tratta della portaerei americana “H.W. Bush”, alla guida di un imponente gruppo navale d’attacco. Un gigantesco vascello nucleare - con a bordo 6.000 uomini, 56 aerei e 15 elicotteri – che non è solo una base militare galleggiante, ma anche una vera e propria centrale nucleare, fornita di 2 reattori ad acqua pressurizzata, la cui pericolosità non è inferiore a quelli di Fukushima. A breve distanza da una città densamente abitata come Napoli, il pericolo atomico si materializza, quindi, sotto forma di micidiale e formidabile concentrato di quel nucleare civile definito ‘buono’ e di quello di fatto ‘cattivo’, visto che ha come obiettivo la distruzione e la contaminazione dei territori nemici”.



Presenti all’assemblea anche i giornalisti del Manifesto Marilena Correggia e Michele Giorgio, attivi con l’associazione “No War” e il dott. Postiglione dell’Ufficio Politico come esponente della nuova amministrazione comunale. Le conclusioni della discussione sono invece state affidate a padre Alex Zanotelli, esponente di spicco di molte battaglie civili e sociali a favore del pacifismo e della tutela dei diritti umani.

Durante la discussione la nuova amministrazione si è resa disponibile al dialogo aperto con il Comitato, sposando in pieno le paure e le motivazioni della mobilitazione a favore della denuclearizzazione del Porto di Napoli. Il Sindaco de Magistris aveva, del resto, già annunciato in campagna elettorale la sua posizione in merito, spiegando di essere contro ogni forma di nucleare. L’accordo raggiunto è stato innanzitutto relativo ad un obiettivo a breve scadenza riguardante il piano di comunicazione (obbligatorio per legge in città con natanti nucleari nel proprio porto, come appunto nel caso di Napoli) da diffondere all’intera popolazione con una spiegazione esaustiva e comprensibile riguardo il piano di emergenza previsto in caso d’incidente nucleare. Questo non al fine di creare allarmismi inutili, ma al semplice scopo di informare una cittadinanza ignara di una situazione presente e comunque potenzialmente pericolosa. Un “manifesto” informativo quindi, come primo passo. La discussione resta aperta su altri punti importanti, tra i quali quelli riguardanti le azioni concrete che un’amministrazione può fare per evitare che il proprio porto diventi approdo per questi natanti, scacciando così definitivamente questo rischio, tenendo presente che le decisioni importanti e definitive in materia vengono prese a livello nazionale.

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